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Geologia e Geomorfologia
a cura del Prof. Antonio D'Amico

Il paesaggio

Il viaggiatore che sosta sulla strada provinciale per Salitto per una breve pausa di riflessione, o per interrompere la salubre ossigenazione inalando qualche grammo ti tabacco combusto, si “illumina d’immenso”. Volge lo sguardo a occidente per ammirare uno dei tratti più suggestivi della costa tirrenica, tra la costiera cilentana, il golfo di Salerno e la costiera amalfitana.Volge lo sguardo ad oriente e rimane affascinato dall’aspetto selvaggio e imponente delle incontaminate alture calcaree dei Monti Picentini, degnamente rappresentate dal M. Raione. Terra dalle dolci morfologie collinari, ricoperte da distese di ulivi verdecenere e allo stesso tempo, terra dalle morfologie molto aspre profondamente incise da vivaci torrenti, boschi mediterranei con essenze arboree di macchia.-Per ciò che concerne l’aspetto geologico e geomorfologico, quindi, è possibile suddividere il territorio dei salittesi in due macrozone: la zona occidentale di media/bassa collina e la zona orientale montuosa e/o di alta collina.

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Panorama della costa tirrenica (sguardo a occidente)............................... L'aspetto imponente del M.Raione (sguardo a oriente)

Geologia del territorio

ZONA OCCIDENTALE (media/bassa collina)

La geologia della zona è caratterizzata dalla presenza di una formazione flyschoide di natura calcareo-marnoso-arenacea, cui sono sovente associate successioni prevalentemente argillose costituite da argille scagliose ed argilliti di colore variabile dal grigio-azzurro al verdastro. La formazione flyschoide presenta i caratteri tipici dei depositi di origine torbiditica.  In particolare le sequenze calcareo pelitiche (calcari marnosi, marne calcaree, marne) possono essere interpretate come il frutto della sedimentazione di materiali derivanti dalle aree marginali di una piattaforma carbonatica intraoceanica; quelle arenaceo-pelitiche come depositi legati alla degradazione fisico/chimica di massicci costituiti da rocce plutoniche e sopracrostali. A causa dell'abbondante frazione argillosa, la formazione si  evidenzia in affioramenti arealmente limitati e sovente poco significativi, mentre ‚ è bene esposta a Nord-Ovest,  in agro di Montecorvino Rovella, e a Nord-Est, lungo l'alveo del  medio-alto corso del f. Tusciano (per circa 4 Km, dalla sorgente "Acqua Buona" sino alla loc. "Presa S.Giacomo"), che ne incide in più punti la frazione competente, ed in alcuni fronti di scavo artificiali ubicati in prossimità della Strada Prov.le Olevano-Montecorvino. In linea generale consta di un'alternanza, a luoghi molto fitta, di marne, marne calcaree, calcari marnosi, argilliti ed argille siltose. I calcari marnosi, che in alcuni casi affiorano in banchi o pacchi di strati della potenza complessiva di diversi metri, sono intensamente cataclasati ed hanno una colorazione variabile dal grigio al verdolino; superficialmente presentano una patina di alterazione rugginosa o giallastra. Le marne, a frattura concoide, hanno generalmente una colorazione grigio cenere e presentano il tipico aspetto della marna "fogliarina". Le arenarie di colore variabile dall'avana al grigio-verde, in genere ben cementate e a tessitura fine, sono caratterizzate da un'elevata percentuale di mica-muscovite e dalla presenza di spesse liste di calcite.

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............................................................................. Marna bianca

Caratteri geostrutturali

Le alternanze flyschoidi sono caratterizzate da una giacitura estremamente variabile e sovente da una fitta pieghettatura secondo assi variamente orientati. Anche dove presentano un assetto abbastanza ordinato sono evidenti i segni di un'intensa tettonizzazione. La componente prevalentemente argillosa consta in genere di argille scagliose ed argilliti fittamente stratificate, di colore variabile dal grigio-verde al giallastro, con intercalazioni non molto frequenti di rocce lapidee poligeniche (calcari marnosi, marne, arenarie). Tali terreni che in superficie presentano un assetto quanto mai caotico e privo di qualsiasi traccia di ordinata stratificazione, in profondità sono caratterizzati da un andamento strutturale meno disturbato. Per quanto detto ed in base a considerazioni di geologia regionale‚ è possibile ritenere che la formazione in parola abbia subito nel corso degli eventi tettonici miocenici una forte traslazione verso oriente, che ne ha determinato il sovrascorrimento ai calcari mesozoici di piattaforma costituenti l'ossatura dell'Appennino meridionale. In conseguenza di ciò si può presumere che l'unità ricopra tettonicamente con spessori variabili, ma certamente dell'ordine di centinaia di metri, un substrato costituito dalle unità calcareo-dolomitiche affioranti in corrispondenza dei monti Raione e S.Elmo.

Caratteri geomeccanici

La frazione pelitica (argille, argille marnose ed argilliti fittamente stratificate), che è la più significativa sotto il profilo geotecnico, è caratterizzata da una marcata suddivisibilità in scaglie di consistenza talora assai elevata. Nelle argille le scaglie presentano dimensioni variabili da pochi millimetri al centimetro, la forma è romboedrica, la superficie esterna, liscia e lucente, è sovente striata. Nelle argilliti le scaglie presentano forme poliedriche molto variabili ed hanno dimensioni apparenti prossime al centimetro; sotto la pressione delle dita si suddividono in scagliette minutissime di caratteristiche simili alle precedenti. I fenomeni di alterazione e di rigonfiamento dovuti all'assorbimento delle acque meteoriche influiscono sostanzialmente sulla struttura del materiale fino a trasformarlo in una matrice continua e rammollita, che ha completamente perso i precedenti caratteri strutturali. Tale proprietà della frazione pelitica, unitamente alle diffuse superfici di taglio presenti nel complesso roccioso, ne determina l'elevata degradabilità fisica e meccanica e quindi l'individuazione di numerosi piani potenziali di scorrimento variamente orientati e, non di rado, l'innesco di fenomeni di dissesto solitamente superficiali, senza escludere tuttavia l'eventualità che il dissesto potrebbe interessare anche strati relativamente più profondi.

Idrogeologia

Le caratteristiche fisiche e litostratigrafiche dei terreni della zona occidentale, non consentono se non in minima parte e limitatamente alla coltre di alterazione superficiale, l'infiltrazione delle acque meteoriche nel sottosuolo e quindi la formazione di accumuli idrici di una certa entità. La frazione prevalentemente argillosa (argille scagliose grigio-plumbee inglobanti elementi litoidi poligenici) è praticamente impermeabile. Solo dove la percentuale degli inclusi litoidi è elevata o nella coltre di alterazione superficiale soggetta ad essiccarsi e a fessurarsi nel periodo estivo, si determina una modesta circolazione idrica. Il membro competente dell'unità litostratigrafica presenta una permeabilità primaria limitata, sovente associata ad una permeabilità per fratturazione che dà origine ad acquiferi e ad emergenze solitamente stagionali e di portata molto limitata, sia per l'esiguità dei livelli permeabili, sia per il fitto alternarsi ai litotipi competenti di straterelli del tutto impermeabili.

ZONA ORIENTALE (montuosa e/o di alta collina)

La geologia è caratterizzata dalla presenza di calcari triassici bianchi e/o grigi massicci, a volte suddivisi in banchi, di sedimentazione marina, riferibili al periodo Carnico e costituenti la base inferiore della serie carbonatica. Gli affioramenti di questa formazione, verso sud, si interrompono, sfumando nei detriti di falda olocenici più o meno cementati (loc. Valle) ed in lembi di terrazzi pleistocenici, costituiti da brecce con cemento calcitico, provenienti dalla sovrastante formazione dolomitica del Trias.

Inoltrandoci verso l'interno il paesaggio cambia: siamo nel "regno" delle rocce calcaree, al cospetto dei massicci carbonatici dei Monti Picentini. Il paesaggio è modellato dalle forme carsiche e dall'asprezza di taluni versanti segnati da una intensa tettonica. Caratteristica della geologia di queste rocce sono le forme carsiche, dovute alla dissoluzione del carbonato di calcio che produce "erosione" e deposizione con formazioni, tra l'altro, di stalattiti e stalagmiti. Le forme che ne derivano possono essere superficiali (epigee) come i solchi dei campi carreggiati, le doline, e gli ighiottitoi o profonde (ipogee) quali grotte, gallerie e cavità, presenti nel territorio, molte delle quali ancora inesplorate. Il fenomeno carsico è particolarmente spinto in queste zone con le magnifiche testimonianze della grotta di S.Michele e quella di Nardantuono, un raro spettacolo naturale.

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......... Caratteristici affioramenti delle formazioni calcaree (loc. Castello)


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