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Particolare interno del palazzo baronale


Villa comunale di Salitto


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Il Centro di Salitto


Panorama del centro di Salitto visto dalla c.da Porta

Miezz' Salitt'
Nel centro del paese, e precisamente nella piazza principale, piazza Francesco Spirito, (detta anche comunemente miezz salitt) si affaccia il ben noto palazzo baronale. Francesco Spirito era un deputato, valente oratore ed uomo politico. Fu infatti più volte Deputato per il collegio di Montecorvino Rovella e Campagna. Questa piazza era ed è il punto d’incontro di tutti i Salittesi  ed è inevitabile non notare l’affascinante palazzo di proprietà prima della famiglia Moscati e poi dei conti Di Gaeta. I MOSCATI. La famiglia Moscati era un’antica e nobile famiglia, originaria di S.Lucia di Serino. Acquistò il feudo di Olevano sul Tusciano nell’anno 1623, quando don Cesare Denza lo vendette al dr. Francesco Moscati. Uno della famiglia Moscati ospitò il grande artista Luigi Vanvitelli per la costruzione del palazzo familiare che fu eretto proprio in questa piazza di Salitto. Lo stile e la forma del palazzo di Salitto si ricollegano alla colossale e maestosa reggia di Caserta progettata, come ben sappiamo, dal medesimo artista, senza peraltro poterla eguagliare per dimensioni e per ricchezza di forme e materiali impiegati per la costruzione. La baronia dei Moscati continuò nel corso degli anni; bisogna ricordare inoltre che una figlia di Don Cesare Denza, Giovanna, sposò il terzogenito del dr.Moscati, Antonio, che con il matrimonio venne in possesso di molti beni appartenenti alla famiglia Denza. Nel 1634 muore a Serino il dr. Francesco Moscati ed eredita il feudo il figlio don Aniello Moscati. Successivamente il 21 gennaio 1682 eredita il feudo ancora un don Francesco Moscati. Da don F.Moscati passò alla sorella minore, la baronessa Beatrice,la quale nel 1735, non avendo eredi, cede il feudo al dr. Giovanni Battista Moscati figlio di Tommaso, morto nel 1718 e nipote del dr. Francesco Moscati, primo feudatario della famiglia. Nel 1755 il feudo passò al figlio Tommaso, il quale lo passò successivamente al figlio Giovanni Battista Moscati. Costui ebbe due figli: Michelangelo e Antonio. La baronia dei Moscati si estinse con il matrimonio della figlia unica di don Michelangelo Moscati, Luisa, con don Pietro Formosa, che per diritto ereditò il titolo e i beni della sposa. Ma l’insurrezione di Napoli contro i Borboni portò anche ad Olevano una ventata rivoluzionaria che avrebbe raggiunto l’apice con la salita al trono di Giuseppe Napoleone e la scacciata dei Borboni. IL CONTE DI GAETA. Ettore Di Gaeta nacque a Napoli il 15 novembre del 1870 e morì a Olevano sul Tusciano il 27 marzo del 1940. Fu erede di una delle più ricche famiglie patrizie napoletane. Figlio primogenito ereditò il titolo di Conte; infatti ancora oggi il palazzo è chiamato “o’ palazz ro’ cont”, in quanto fu lui che ne prese possesso. Egli fu sindaco di Olevano per circa trent’anni. Ebbe quattro figli:Carlo, Alfredo, Ottavio ed Enrico. Il palazzo, di notevole pregio, ha subito ampie modificazioni ed è stato adattato a più abitazioni, a differenza della sua finalità iniziale che prevedeva la sola abitazione baronale. Attualmente la facciata, il portale monumentale e l'androne che immette allo scalone interno, presentano ancora l'originale fattura. 


Il Palazzo Baronale (o’ palazz ro’ cont)


Androne del palazzo


Piazzetta Plantano, recentemente ristrutturata

Camminando...
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Proseguendo il nostro cammino vediamo quanto Salitto possa essere affascinante e nello stesso tempo misterioso. Ecco che costeggiando il palazzo si giunge ad una piazzetta, sulla sinistra, da poco ristrutturata, chiamata piazza Plantano, piccola ma forse originale. Più avanti c’è ancora un’altra piazza, abbastanza grande, piazza Madonna di Fatima, dove forse è proprio la statua della Madonna che dà pregio a questa piazza.


Piazza Madonna di Fatima

Quello che stiamo percorrendo è il centro di questa antica frazione, dove la sera, soprattutto d’estate la gente ama passeggiare al fresco, mangiando qualcosa, facendo quattro chiacchiere o anche sedendosi  all’ombra di un bel tiglio. Finalmente si giunge alla chiesa principale di Salitto, la chiesa di S.Lucia, successivamente divenuta parrocchia sotto il nome di S.Lucia e  S.Eusterio.  La prima notizia della chiesa di S. Lucia è del 1309. È detta parrocchia nel 1455 ed è visitata dal Vescovo nel 1511. Con Bolla Pontificia del 7 aprile 1514, confermata nel 1525, i beni della parrocchia sono annessi al Capitolo Cattedrale di Campagna. Nel 1654 la chiesa è in stato d'abbandono ed il campanile è cadente. Il 7 gennaio 1943 è di libera collocazione dell'Arcivescovo di Salerno. La prima notizia della chiesa di S. Eusterio nella frazione di Valle risale al 968. Nel 1511 è parrocchia. Nel 1688 è quasi totalmente distrutta dal terremoto ed è unita alla parrocchia di S. Lucia. Riprende la sua autonomia nel 1785. Nel 1851 è chiusa al culto, ma, soppresso il vicino convento dei Domenicani, è riaperta alle funzioni religiose, riottenendo il titolo parrocchiale. È unita alla parrocchia di S. Lucia il 28 giugno 1986.A lato della chiesa vi è un’altra piccola piazzetta.


La Chiesa di S. Lucia


Piazzetta attigua alla Chiesa di S.Lucia

Subito dopo vi è la villa comunale costruita recentemente, dove bambini, ragazzi ed adulti possono passare il tempo libero. Vi è infatti lo spazio per i bambini dove possono giocare, vi è un campo di bocce dove spesso si organizzano gare, con un bar-pizzeria dove i frequentatori della villa possono ristorarsi.


La villa comunale di Salitto


Sott' a l'arc' (sotto l'arco) in piazza F. Spirito - gruppo di antiche abitazioni in parte ricostruite

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Il Palazzo del Conte in piazza F.Spirito


Interno del palazzo baronale


Lato Nord del Palazzo




Particolare delle volte interne del palazzo, con stemma gentilizio


Una nota pizzeria in Piazza F.Spirito


Antico portone miezz' salitt'


Via Croce, ingresso villa comunale


Il pregevole portone della Chiesa di S.Lucia


Il Campanile della Chiesa di S.Lucia


Particolare del Castrum Olibani


Borgo Valle - Il Convento di S.M. di Costantinopoli


Grotta di Nardantuono

   


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